PEYOTE | LA TECNICA , ORIGINI E STORIA

Visto che mi sto appassionando alle tecniche di tessitura con le perline, ho deciso di documentarmi un pò su queste tecniche, ecco alcune informazioni sul peyote, in molti casi sono andata a riassumere per non dilungarmi troppo, affronterò magari i diversi argomenti più approfonditamente in un secondo momento.

Il Peyote o Punto Peyote ( noto anche come Punto Zucca) è una tecnica di tessitura con le perline e nasce con gli Indiani d’America. Più nello specifico alcuni riportano l’origine ad una popolazione oggi quasi estinta del Messico, gli Huicoles. Veniva utilizzata per decorare borse, bracciali, collane e altri oggetti decorativi o da cerimonia. La tecnica prende in effetti il suo nome dalla cerimonia peyote, in cui si utilizzava una sostanza allucinogena di nome peyote poichè ricavata dal cactus omonimo. Durante questa cerimonia rituale venivano utilizzati strumenti sacri con disegni simili alla forma del peyote, si dice che gli sciamani attraverso questa sostanza allucinogena raggiungessero uno stato di trance per interrogare gli spiriti della terra, degli antenati e degli dei.

La tessitura al peyote è stata utilizzata anche da popoli di altre culture oltre ai Nativi d’America, ad esempio nell’antico Egitto ed in Africa. Poi si è evoluta e oggi viene usata soprattutto per creare gioielli, la diffusione di questa tecnica è partita appunto dagli Stati Uniti (diffuso come peyotestitch), per arrivare poi in altri paesi soprattutto Germania, Francia, Ungheria. Negli ultimi anni si è diffusa molto anche in Italia.

Il peyote è sostanzialmente una tecnica per la tessitura delle perline a mano con ago e filo, senza l’uso del telaio, si utilizza un filo di acrilico simile alla seta o un filo in nylon molto sottile. Alcuni tipi/marchi di fili utilizzati sono il fireline (trasparente, monofilamento sintetico molto resistente, dà lavorazioni più rigide), il Miyuki, il Sono, il Nymo, il One-G, il C-lon D. Ogni tipo di filo ha caratteristiche leggermente diverse e ad esclusione del fireline, sono disponibili in diverse colorazioni. Si può lavorare con un ago o con due aghi contemporaneamente, anche gli aghi sono in commercio in diverse tipologie. Ce ne sono di più o meno sottili, di lunghezze diverse, con foratura normale o lunga, dritti e curvi, alcuni marchi sono : Beadalon, John James, Pony.

Con questa tecnica di tessitura le perline si dispongono in modo sfalsato e con sapienti accostamenti di colore si possono creare motivi decorativi, per ricreare queste decorazioni ci sono in rete molti schemi disponibili, gratuiti o a pagamento e diverse riviste in commercio, e anche alcuni libri. Magari successivamente vi indicherò una serie di link utili.

Si possono eseguire lavorazioni a peyote pari o dispari a seconda del numero di perline di base con cui si parte, la lavorazione dispari è leggermente più difficile del pari, perchè la fine /inizio delle riga è irregolare, ma consente di ottenere motivi decorativi diversi. Il peyote pari è invece indispensabile per l’incastonatura dei cabochon. Il peyote infatti può avere disposizione piatta, circolare, tubolare o sferica (per ricoprire perle di altro materiale.

Con perline più regolari si ottengono tessiture perfette, le perline più utilizzate sono quelle prodotte dalla Miyuki e dalla Toho, sono perline tubolari identiche con il foro abbastanza largo. Le più diffuse in Italia provengono dal Giappone e sono le Delica della Miyuki che corrispondono alle Treasures della Toho, si utilizzano da sole per le fasce o lavorazioni piatte, o si utilizzano in abbinamento con le Rocailles (che invece di essere cilindriche hanno forma tondeggiante) soprattutto per le incastonature o lavori in cui si ha necessità di stringere la lavorazione, ma si possono creare anche fasce o incastonature con tutte Delica o con tutte Rocailles. Le Rocailles sono anch’esse prodotte dalla Miyuki e dalla Toho ma anche da altre ditte come la Preciosa e la Gutterman, che producono poi altri tipi di perline di diverse forme, integrabili nelle lavorazioni a Peyote come le perline a farfalla, le twin beads/super duo, le gocce tipo magatama ecc. Potrei scrivere ancora molto su fili, aghi e perline, rimando questo approfondimento a un momento successivo. Per la lavorazione sono poi indispensabili un panno dove porre le perline in modo che non scivolino via, delle forbicine appuntite e le pinze da bigiotteria per i diversi assemblaggi.

La tessitura con la tecnica peyote a primo impatto può apparire complicata ma non lo è, presuppone una dimestichezza con le perline, ma una volta imparato a leggere gli schemi diventa abbastanza meccanica come esecuzione, inoltre combinandola con altre tecniche di tessitura, con diversi materiali e assemblaggi si possono ottenere gioielli complessi molto particolari e personalizzabili.

Per concludere, e per dare un volto a questa tecnica nel caso non la conosciate, vi mostro uno dei miei progetti realizzati con questa tecnica, ho dedotto da una foto la disposizione delle perline, e ho riprodotto il primo bracciale, modificandolo leggermente a mio gusto mentre per il secondo ho elaborato io stessa il design.

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